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lunedì 16 giugno 2014

FO - Calcio, un tocco biancorosso in Brasile

Forlì Calcio: In apparenza, nessun forlivese o giocatore che abbia indossato la maglia biancorossa sta partecipando ai Mondiali in Brasile. Non c'è nemmeno Emanuele Giaccherini, protagonista agli Europei di due anni fa e per un po' di tempo nel giro Azzurro. Risalta, invece, la presenza di due ex del Cesena, ovvero Marco Parolo ed Antonio Candreva, entrambi in campo nella sfida vincente contro l'Inghilterra. Eppure, un forlivese c'è. Non in campo, ma in panchina. Ad essere precisi proprio forlivese non è, essendo nato a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, il 21 gennaio 1962. Si tratta di Gabriele Pin, il fido secondo di Cesare Prandelli fin dai tempi del Parma.
 Con lui ha condiviso l'avventura in Emilia, quella brevissima alla Roma e poi quella alla Fiorentina, per arrivare dritto in Nazionale, una Nazionale che da giocatore non aveva nemmeno mai assaggiato. Pin, centrocampista vecchia scuola, in carriera ha indossato la maglia della Juventus - dove conobbe Cesare Prandelli -, del Parma e della Lazio, vincendo due volte la serie A, una la serie C, una la serie B, una Coppa dei Campioni, una Intercontinentale, una Coppa delle Coppe, una Coppa Uefa e una Supercoppa Europea. Con il Forlì cosa ha a che fare? Pin nel lontano 1982 vestì proprio la maglia dei galletti. Dopo aver esordito con la maglia della Juventus a compimento della trafila nel settore giovanile, la società bianconerà prima lo spedì in prestito alla Sanremese e poi a Forlì. In biancorosso collezionò 22 presenze in campionato, impreziosite da cinque reti. In quel Forlì giocò con Sebastiano Rossi, portiere che poi fece le fortune del Milan qualche anno più tardi. L'anno successivo Pin andò al Parma, poi fece ritorno alla Juve ed infine sbarcò a Roma, sponda Lazio, dove rimase sei stagioni. Al termine dell'esperienza biancoazzurra tornò al Parma e chiuse la sua lunga e fortunata carriera a Piacenza nella stagione 1996-'97. E allora, vedendo Pin in panchina non si potrà fare a meno di pensare, anche solo per un istante, a quando  indossava la maglia del Forlì ed esultava per un gol.

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