expr:class='"loading" + data:blog.mobileClass'>
Periodico giornaliero sportivo - Autorizzazione del Tribunale di Forlì - Registrato al n° 3309 della Cancelleria

Editore e Caporedattore: Simone Feroli
Direttore Responsabile: Roberto Feroli

Cerca nel blog

giovedì 26 maggio 2016

FO - Basket, l'Unieuro vince gara5 e vola in finale

Unieuro Pallacanestro Forlì 2.015: Unieuro Forlì – Eagles Valsesia Borgosesia 81-68 (25-25, 44-34, 52-43)
Unieuro Forlì: Ferri 4, Bonacini 4, Rombaldoni 7, Pignatti 10, Rotondo 15; Maggio, Vico 13, Pederzini 13, Arrigoni 9, Marsili 2. All. Garelli
Eagles Valsesia Borgosesia: Quartuccio 15, Paolin 24, Giacomelli 3, Santarossa 9, Zucca 4; Dotti, Tomasini 1, Giovara 4, Gatti 6, Giorgi 2. All. Pansa
Arbitri: Perocco di Treviso e Almerigogna di Trieste.

Note: Spettatori 1.885 (30 da Borgosesia). Nessun uscito per falli.

FORLI’ (FC) – L’Unieuro vince Gara5 e conquista la finale playoff del suo girone che da domenica la vedrà opposta a Cento. Lo fa stroncando la resistenza – strenua, caparbia, ammirevole – di una Valsesia in ogni caso da applausi. La sera del rocambolesco, istantaneo e dibattutissimo ritorno al Villa Romiti, causa indegno “sfratto” dal Palafiera, cancella i punti interrogativi della vigilia, restituendo solo punti esclamativi. Tutto ok sul piano logistico/operativo, col vecchio palasport del quartiere Romiti a poche decine di “gradinate” dall’esaurito, senza nessuno fuori, con una “ricollocazione” del pubblico filata splendidamente liscia e, per chi ha valutato di non gettarsi nella tonnara del palasport, una diretta streaming che al suo apice ha connesso 700 dispositivi. Ma tutto ok soprattutto sul campo, dove la squadra, dopo uno sbandamento iniziale, ha preso carismaticamente le redini della partita comandandola in larga parte del suo sviluppo, trovando anche vantaggi importanti e sapendo contenere i gagliardi ritorni di Borgosesia.

Si sapeva che Valsesia, leggera di testa ma – al di là dei 21 anni di media (Santarossa escluso) – comprensibilmente a sua volta col serbatoio non certamente pieno, avrebbe comunque venduto carissima la pelle. Ed è quello che è stato, anzi per la verità i piemontesi nel primo quarto fanno davvero paura alla Pallacanestro 2.015, con il solito Paolin e Giovara a firmare un preoccupante allungo ospite (13-24 all’8′) dinnanzi al quale Forlì – aggrappata ad un Rotondo positivo – mantiene calma e sangue freddo, capitalizzando gli innesti da una panchina sempre più decisiva: Vico, Arrigoni, Pederzini (e con loro il sempre più idolatrato Marsili) mettono in campo davvero le facce giuste, fino a propiziare la svolta forlivese. Che non si milita al mini break 12-1 in 2′ che dà all’Unieuro un inusuale 25-25 al 10′, ma che prosegue inarrestabile a cavallo del primo intervallino, con la squadra che gioca 10 minuti impeccabili, tra una difesa a tenuta stagna ed un attacco fluido ed effervescente come non mai. Morale: traumatizzante 32-2 di parziale, Valsesia senza punti dal campo e +18 Forlì al 18′.

Tutto finito? Macchè: Pansa limita i danni chiudendo benone il tempo, pur senza l’apporto di uno stracotto Tomasini (che piazza uno 0/12 dal campo che stona con le mirabolanti prime gare della serie) ma viene trascinata dalla mira d’un efficiente Quartuccio: il -10 del 20′, sarebbe potuto essere anche -15 o peggio. A seguire la sua squadra continua, indefessa e orgogliosa a lavorare, a “fare le sue cose”, in attacco e in difesa: i risultati si vedono, si sentono, anzi gelano il sangue alla “bombonera” biancorossa, che sente il fiato ospite sul -6 (55-49, 26′). Qui Forlì prima ristabilisce le distanze con i veterani Pingatti e Ferri che prendono il comando della gara. Supremazia messa in discussione solo dalla nuova tripla di Quartuccio che a 4′ dalla sirena riporta Valsesia -7. Ma qui Forlì non molla, costringendo gli ospiti alla resa.

Applausi e cori per l’Unieuro, che ora da domenica sfiderà Cento. Ma anche tanta ammirazione per gli ospiti, che hanno un allenatore in gambissima, Lorenzo Pansa, uno che mette in campo la squadra divinamente e che – per garbo, ironia, disponibilità e acume – potrebbe spiegare la comunicazione ai professionisti di mezza Italia. E poi c’è Paolin. Trattato con modi rudi dal pubblico romagnolo durante i 40′, rientra nel paruqet svariati minuti dopo la sirena per fare stretching e si prende la standing ovation di quella stessa audience che lo aveva massacrato. A Forlì, nel bene (in questo caso) e nel male (in altri casi), può succedere veramente di tutto.

Appuntamento a domenica al Palafiera. Se Dio vuole (e stavolta è proprio il caso di dirlo).

Ufficio Stampa

La voce dei tifosi di Anna Mazzotti

Nessun commento:

Posta un commento

Ci riserviamo il diritto di non approvare o di cancellare i commenti che:
contengono linguaggio volgare, attacchi personali di qualsiasi tipo o commenti offensivi rivolti a qualsiasi gruppo etnico, politico o religioso;
contengono spam o link a siti esterni; sono palesemente fuori tema; promuovono attività illegali;
promuovono specifici prodotti, servizi o organizzazioni politiche;
infrangono il diritto d'autore e fanno uso non autorizzato di marchi registrati.