Ac Rimini: Che la situazione in casa Rimini non fosse delle più rosee, questo si sapeva. Ora i giocatori biancorossi hanno deciso di fare un passo avanti e, con un comunicato stampa, hanno reso pubblico quanto sta accadendo da mesi. Una situazione che gli atleti del club vogliono portare alla luce, spiegando il loro pensiero (Qui la risposta del club).
"Noi calciatori dell'A.C. Rimini 1912 sentiamo il bisogno di rendere noti, attraverso questo comunicato, i molteplici problemi con cui quotidianamente conviviamo e che dignitosamente da diversi mesi stiamo affrontando.
Già qualche settimana fa, alcuni di noi, a nome di tutta la squadra, avevano raccontato le oggettive difficoltà che viviamo per via dei mancati pagamenti degli stipendi.
Ci teniamo a sottolineare che non si tratta di "capricci" di ragazzi privilegiati. Ci riteniamo fortunati a poter vivere facendo ciò che ci piace, e cioè giocando a calcio. Ma il calcio negli ultimi anni è cambiato. In Lega Pro non ci sono stipendi faraonici, ma compensi normali, che ci consentono di far vivere dignitosamente le nostre famiglie. E molti di noi, i più giovani, ad inizio carriera si mettono in gioco per cifre molto basse.
Ma non si tratta solo degli stipendi non pagati, in questo momento è giusto fare chiarezza su tutto.
Silenziosamente e a testa bassa, nel corso dell'intero anno, abbiamo accettato diversi compromessi: allenarci con uno staff sanitario praticamente assente, ed oggi anche l'ultimo medico sportivo ha preso la decisione di abbandonare l'incarico perché, preoccupato della nostra salute, ha avanzato richieste mai prese in considerazione dalla società (come la necessità di sottoporci ad analisi del sangue periodiche); il doverci improvvisarci, noi stessi, massaggiatori o fisioterapisti durante gli allenamenti; le trasferte senza medico sportivo; il dover provvedere noi stessi all'acquisto di strumenti indispensabili (macchina del ghiaccio o la semplice acqua); il doverci pagare autonomamente visite, risonanze, ecografie (eccezion fatta per le cure effettuate presso il centro Isokinetic, con cui la Società è convenzionata); il vederci confiscato il materiale sportivo durante la nostra permanenza in un albergo che non accettava il pagamento proposto dalla Società; e molto altro.
È ormai di dominio pubblico che la scadenza del 16 febbraio 2016 per il pagamento degli stipendi di novembre e dicembre 2015 non é stata rispettata. Ciò che invece non è emerso, è la proposta avanzata dalla società già nel mese di dicembre di rinunciare ai nostri compensi per non incorrere in penalizzazione. Proposta che non accettammo ed in quel caso gli stipendi fino alla mensilità di ottobre 2015 furono pagati.
Ma purtroppo la penalizzazione che pensavamo di aver scampato arriverà lo stesso, vista l'incapacità di corrisponderci quanto dovuto al termine successivo.
Ad oggi la situazione risulta però inaccettabile e mina la tranquillità con cui dobbiamo affrontare le prossime importantissime gare.
Stiamo provando noi stessi a cercare delle soluzioni, per tentare di superare queste difficoltà.
Abbiamo vagliato ogni cosa e, al momento, abbiamo provato a concretizzare quella soluzione che per noi sarebbe stata la più giusta per evitare il fallimento dell'A.C. Rimini 1912, richiedendo lo sblocco della fidejussione ed accettando di rinunciare ad una parte dell'ingaggio di questa stagione sportiva 2015/2016. Una soluzione che garantirebbe il pagamento degli stipendi arretrati oltre che quello delle scadenze future.
Ebbene, in questo momento così delicato la nostra unica richiesta alla Società era quella di informarci sui dettagli e sulle conseguenze che tale rinuncia avrebbe comportato. Stiamo aspettando di sapere a cosa andremo incontro, nulla di più.
Ci teniamo a sottolineare che l'ultima mensilità che abbiamo percepito è quella di ottobre 2015. Ad oggi, però, oltre a tutti i problemi, economici e non, se ne aggiungono altri.
Questa situazione, inoltre a effetti devastanti ed a cascata in tutto il sistema economico riminese; sono impagati gli affitti delle case, gli albergatori e i ristoratori che fino ad oggi ci hanno aiutato ed ai quali va il nostro pubblico ringraziamento.
Come con il Delfina, il residence in cui alcuni di noi risiedono, il cui proprietario reclama giustamente i pagamenti e che, nonostante sia stato sempre molto disponibile con noi, a breve sarà costretto a sfrattarci.
Stesso discorso vale per lo Zodiaco, ristorante che da 3 mesi ospita un piccolo gruppo di calciatori a pranzo ed a cena senza percepire alcunché, i cui titolari, purtroppo, pur essendoci venuti sempre incontro con grande disponibilità e pur avendo atteso molto più del dovuto, non possono di certo mantenere figli non loro.
Fermo restando il nostro impegno per raggiungere l'obiettivo salvezza, la massima professionalità e l'attaccamento ai colori biancorossi, ci sembra corretto che tutti conoscano la verità. E soprattutto chiediamo lo stesso impegno alla Società perché rispetti gli accordi presi".
foto Riminicalcio.com
Sul caso Rimini interviene Ivan Zazzaroni
Siamo anche su www.sportinromagna.it!
SportinRomagna è il top dell'informazione sportiva della Romagna e di San Marino dal 2010. News e approfondimenti in tempo reale. Nasce da un'idea di Feroli Comunicazione e rappresenta il naturale proseguimento del lavoro svolto con i siti ForliSport, CesenaSport, SportRimini e RavennaSport. I tifosi passano prima da noi!
Periodico giornaliero sportivo - Autorizzazione del Tribunale di Forlì - Registrato al n° 3309 della Cancelleria
Editore e Caporedattore: Simone Feroli
Direttore Responsabile: Roberto Feroli
Editore e Caporedattore: Simone Feroli
Direttore Responsabile: Roberto Feroli
Cerca nel blog
venerdì 18 marzo 2016
RI - Calcio, i giocatori del Rimini: "Situazione inaccettabile, aspettiamo la società"
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento
Ci riserviamo il diritto di non approvare o di cancellare i commenti che:
contengono linguaggio volgare, attacchi personali di qualsiasi tipo o commenti offensivi rivolti a qualsiasi gruppo etnico, politico o religioso;
contengono spam o link a siti esterni; sono palesemente fuori tema; promuovono attività illegali;
promuovono specifici prodotti, servizi o organizzazioni politiche;
infrangono il diritto d'autore e fanno uso non autorizzato di marchi registrati.