Cosa sarebbe accaduto? La situazione è semplice. Il campionato di serie B1 2015-2016 di pallavolo maschile sarà suddiviso in tre gironi da 14 squadre per un totale di 42 compagini (leggi qui). Trentasette erano le squadre già pronte, al netto delle compagini reduci da rinunce di vario genere. Dunque cinque erano i posti vacanti, i club da ripescare.
La Softer Volley Forlì sarebbe stata la quinta, come da rassicurazioni che la società di corso Diaz avrebbe avuto dai vertici della Federazione. Ma, dato che il girone A e B erano già stati completati grazie ad alcuni ripescaggi, l'unico scoperto era il girone C, quello meridionale.
E allora cosa sarebbe successo durante il Consiglio Federale andato in scena nella giornata di ieri? Che la società forlivese sarebbe stata scavalcata dal sesto team avente diritto, ovvero Gioia del Colle, finita in serie B1.
La domanda è più che lecita: se ciò fosse realmente accaduto perché non spostare una compagine ad esempio Latina, unica laziale - peraltro ad un tiro di schioppo da Napoli - dal girone B al C ed inserire il club del presidente Giovanni Gavelli (nella foto SportinRomagna) nel raggruppamento B insieme alle squadre, umbre, toscane e marchigiane?
Il sentore è che la Volley Forlì sarebbe stata ripescata se avesse accettato di essere inserita nel girone C insieme a squadre pugliesi, lucane, campane, siciliane e calabresi: per le casse societarie sarebbe stato un vero e proprio bagno di sangue con costi altissimi per le trasferte, costi paragonabili ad un campionato di serie A2.
Simone Feroli
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