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sabato 15 marzo 2014

La Schiacciata - Tifosi e tecnologia: altro che il calcio...


Torna "La schiacciata", rubrica a cura del nostro amico Fabio Domizi. Il quale, sveliamo un piccolo segreto, è lo speaker ufficiale della Lube Banca Marche Macerata, una delle compagini ai vertici del campionato di serie A1 di volley maschile.

La settimana appena trascorsa è stata per il volley quella delle final 4 della coppa Italia e a livello tecnico è già stato scritto di tutto. Proprio per questo motivo (ma soprattutto perché la mia squadra ne é uscita con le ossa rotte) farò finta che la parte tecnica non mi interessi e parlerò di altro.

Vorrei concentrare la mia attenzione su due aspetti peculiari del volley: i tifosi e la tecnologia applicata al gioco. Per quanto riguarda i tifosi, le note sono davvero tutte positive e pur non volendo a tutti i costi portare l'acqua al "mulino del volley", non posso fare a meno di notare che, mentre nel calcio si passava il tempo a parlare di striscioni che insultavano i morti e di cori beceri, nel volley c'erano 4 tifoserie chiuse in un palasport, una vicina all'altra, praticamente senza servizio d'ordine e senza il minimo incidente.

Voi mi direte che si tratta di due cose diverse e io vi rispondo che forse è pure vero, il tifo del volley è più facile da controllare ma è anche innegabilmente vero che si tratta pur sempre di persone....e le persone del volley spesso e volentieri si controllano da sole. Magari si mandano in quel posto durante la partita ma poi, un'ora dopo le trovi a bersi una birra insieme al bar del palasport. Per le persone del volley, anche nella rivalità più accesa, l'importante è lo sfotto, non l'insulto. L'importante è scrivere lo
striscione più pungente e ironico, sfruttando le "debolezze degli avversari" e magari riportarlo il giorno dopo sui social network, per continuare a sfottere l'avversario. Io trovo che questo modo di vivere lo sport sia veramente magnifico. Pensate a domenica scorsa: Finale di Coppa Italia con le due tifoserie a seguire la partita addirittura dalla stessa curva, cosa che nel calcio sarebbe davvero assurda solo da immaginare mentre nel volley è l'assoluta normalità. Bellissimo!

Il secondo punto sul quale volevo soffermarmi è quello della tecnologia e anche qui il paragone con il calcio diventa naturale. Nel calcio la polemica è necessaria. Serve per riempire una settimana di "chiacchiere" televisive e giornalistiche. Secondo me è proprio per questo che la tecnologia non viene
presa in considerazione anche se se ne parla con insistenza da anni. Nel volley invece la polemica si cerca di evitarla il più possibile. Si è preso spunto dall'occhio di falco del tennis, si sono fatti dei tentativi (alcuni falliti per la verità) e si è arrivati al videoceck, che è stato utilissimo a Bologna
per dirimere parecchie questioni, anche in momenti topici degli incontri. Come funziona? L'arbitro decide, la squadra che non è d'accordo può chiedere l'intervento del video ceck (in pratica un sistema di telecamere ad altissima definizione sistemate sulle righe e sulla rete) due volte a set. Si controlla, si mandano le immagini sul maxi schermo e tutti sono tranquilli e sereni.....arbitri compresi. Troppo semplice? Boh....per il volley va benissimo....per il  calcio...beh si...probabilmente è davvero troppo semplice! Ah...un'ultima cosa.
Il videoceck "made in Italy" sarà ufficialmente usato nelle final four di champions league (sia maschile che femminile) che sono ormai alle porte. Un successo per il nostro volley che però dopo anni ed anni purtroppo non ha qualificato nessuna sua rappresentante per le due manifestazioni. Dite che il
fatto di non aver qualificato nessuna squadra per le finali della  manifestazione europea più importante rappresenta un grosso problema? Suvvia, non cercate il pelo nell'uovo.....abbiamo detto all'inizio che la parte tecnica non ci interessa.....giusto??

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