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sabato 11 gennaio 2014

Mi ritorni in mente... Amarildo

Stagione 1990-1991. Il Cesena si appresta a disputare la sua terza stagione consecutiva in serie A. Nel 1987 i bianconeri arrivano nella massima serie dopo uno spareggio con Lecce e Cremonese: da lì in poi, il Cavalluccio ci prende gusto e riesca, al termine dei campionati, ad ottenere la salvezza: prima un nono posto, poi la tredicesima piazza ed infine la dodicesima. Risultati sufficienti per regalare alla Romagna un altro campionato in serie A. I bianconeri si presentano ai nastri di partenza allenati da Marcello Lippi e col duo brasiliano Salas-Amarildo. Già, proprio Amarildo, l'atleta di Dio che al termine di ogni partita regalava una Bibbia al giocatore avversario che aveva il compito di marcarlo.
Amarildo Souza Do Amaral, classe 1964, arriva dalla Lazio, dove ha segnato con la maglia numero 9 sulle spalle 8 reti in 29 partite: sufficienti per non regalare patemi alla società capitolina ma troppo pochi per meritarsi la conferma in una piazza esigente come quella romana. Il ragazzo ha 26 anni, in patria ha giocato con casacche prestigiose come quella del Botafogo e dell'Internacional. Gli spagnoli del Celta Vigo rimangono incantati dalle movenze di questa prima punta alta 185 centimetri. In Spagna andrà in rete per ben 16 volte in 34 gare. Il presidente della Lazio lo vuole e lo porta a Roma. Come andrà con i biancoazzurri lo sappiamo già. Sbarca in Romagna, i bianconeri contano sulle sue reti per ottenere la salvezza, ma la stagione non va come previsto. In panchina Lippi arriva fino alla diciassettesima giornata: poi, al suo posto spazio prima al duo Ceccarelli-Lucchi, e poi alla coppia Battistoni-Lucchi
Nell'anno dello storico scudetto della Sampdoria il Cesena chiuderà terzultimo con 19 punti in 34 partite, quando ancora una vittoria ne regalava due, di punti, frutto anche delle 20 sconfitte stagionali. Nella discesa tra i cadetti, a far compagnia ai bianconeri, anche Lecce, Pisa e Bologna. Amarildo chiuderà la stagione con 29 presenze e soltanto cinque gol realizzati. Al termine del torneo la società bianconera lo presta al Torino, compagine con la quale alzerà la Mitropa Cup. La stagione successiva l'ex laziale torna al Cesena, in serie B, ma non lascerà il segno: per lui le presenze in campo saranno 36 e le reti 8. L'estate successiva inizia il suo girovagare tra Portogallo e Brasile: Famalicão,  Logroñés, União São João, San Paolo, Bahia e Ribeirão, ma non ha più lo smalto dei tempi del Celta Vigo. Chiude la carriera nella stagione 1998-'99 all'età di 35 anni proprio col Ribeirão giocando 19 volte e lasciando la porta avversaria immacolata. Oggi dirige tre scuole calcio, da lui fondate, dal nome Amarildo Cet. Per la cronaca, in maglia Lazio rimase famoso per il suo gol nel 3-0 contro il Napoli. Ecco il video:



foto Lalaziosiamonoi.it

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